2001 Christo e Jeanne-Claude

Pubblicato in Storico mostre
Christo e Jeanne-Claude
 
Progetti recenti, progetti futuri


a cura di Josy Kraft, Ettore Camuffo, Loredana Parmesani

11 marzo-20 maggio 2001

Brescia, Palazzo Bonoris, via Tosio 8

Catalogo: Skira – Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea

Volume: “XTO + J-C” Biografia di Burt Chernow, Epilogo di Wolfgang Volz

Editore: Skira - Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea

Conferenza di Christo e Jeanne-Claude: venerdì 9 marzo 2001, ore 20.30

 
La Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, dopo il successo delle mostre di Valerio Adami, Karel Appel, Joan Mirò, Marc Chagall, Lucio Fontana, organizza un importante evento dedicato all’opera di Christo e Jeanne-Claude che rappresenta una ulteriore tappa del lavoro che da anni la Fondazione sta svolgendo.
Nel periodo marzo-maggio 2001, nella sede di Palazzo Bonoris a Brescia, è allestita una mostra di Christo e Jeanne-Claude dove sono presentate quattro grandi opere della loro produzione artistica: le prime due realizzate nel 1997-98 e 1999, le seconde in fase di realizzazione. Ci sarà anche un incontro pubblico fra i due artisti e la cittadinanza (Brescia, Auditorium San Barnaba, venerdì 9 marzo 2001, ore 20.30)

Christo e Jeanne-Claude hanno profondamente segnato la storia dell’arte della seconda metà del Novecento. Christo (Christo Javacheff), con il suo lavoro, che si delinea già a partire dagli anni Cinquanta, mette in relazione il gesto estetico con quello quotidiano, il mondo dell’arte con la vita di tutti i giorni. L’artista realizza i primi “empaquetages”, occultando con tessuto e spago gli oggetti più disparati. Sono queste le opere che, da subito, gli danno notorietà a livello internazionale. Jeanne-Claude (Jeanne-Claude de Guillebon) sul finire degli anni Sessanta gli si affianca artisticamente nella ideazione e realizzazione di opere che, uscendo dagli spazi tradizionalmente ristretti degli studi, delle gallerie e dei musei, diventano grandi progetti sul territorio rurale e/o metropolitano. A partire dal 1969 cominciano a intervenire nell’ambiente naturale e monumentale attraverso un sempre più sofisticato e spettacolare drappeggio, facendo convivere il momento del progetto e quello dell’azione.

L’intervento sul paesaggio muove da una duplice esigenza estetica e sociale. La prima corrisponde a un segno macroscopico che i due artisti inseriscono nel paesaggio trasformandolo in qualcosa di totalmente “altro”, inimmaginabile prima, indimenticabile poi. La modificazione percettiva dei luoghi e dei manufatti non è mai invasiva, si propone e non si impone, anche grazie alle soluzioni tecniche di volta in volta adottate, allo studio e all’impiego di materiali e tecnologie d’avanguardia. La seconda risponde alle componenti sociali, umane ed economiche necessarie alla preparazione e realizzazione dei progetti. La struttura fisica e sociale del territorio sul quale verrà realizzato il progetto, la coscienza ecologica ed ambientale, sono parti fondamentali delle loro realizzazioni. La scala e la natura dei progetti intrapresi, i materiali, le forme i cromatismi introdotti rappresentano una costante offerta di linguaggi sempre nuovi e contemporanei.
L’”empaquetage” degli oggetti, così come i drappeggi dei progetti, giocano sulla sorpresa che la forma occultata rivela nel momento in cui viene coperta e trasformata, evidenziandone il valore formale e simbolico, forte e misterioso. Ciò che caratterizza il gesto artistico di Christo e Jeanne-Claude è l’attenzione verso l’aspetto naturale di qualcosa - sia esso un oggetto semplice o un territorio complesso - in modo da collocarlo in una nuova dimensione percettiva.

Trasformare l’oggetto, il monumento, l’edificio, il territorio con un intervento che tiene conto delle regole compositive della storia dell’arte significa collocarli in una nuova realtà, quella estetica. La temporanea sottrazione dei loro elementi alla loro abituale forma e funzione li riconduce in un luogo di invenzione formale che è quello specifico della ricerca artistica.

Centinaia di migliaia di spettatori, visitando e vivendo le loro installazioni, hanno testimoniato un rapporto possibile - nuovo e diverso - tra grande pubblico e arte contemporanea, creando nei fatti un incontro troppo spesso ritenuto impraticabile.

La novità della mostra è rappresentata dal fatto che il progetto Wrapped Trees - realizzato nel 1997-1998 presso la Fondation Beyeler and Berower Park a  Riehen, Svizzera - e l’installazione The Wall - attuata nel 1999 presso lo storico Gasometro di Oberhausen, Germania - sono presentati per la prima volta in Italia, mentre Over the River - progetto in fase di realizzazione sul fiume Arkansas, Stato del Colorado, USA - e The Gates - progetto per Central Park, NYC, USA, anch’esso in fase di realizzazione, a Brescia saranno mostrati nella loro compiutezza e ricchezza di materiali con l’aggiunta delle opere più recenti.
Dei tre progetti e della grande installazione sono presenti in mostra: una cinquantina di opere, collage e disegni originali, il percorso progettuale, i documenti originali, i plastici e le gigantografie, i materiali tecnologici legati alla realizzazione di progetti. All’interno della mostra sono presenti inoltre numerosi lavori realizzati a partire dal 1966, nella sezione Wrapped Trees e, dal 1958, in quella The Wall che mostrano le radici lontane dei progetti e la loro storia completa, dall’ideazione alla realizzazione.

Sono predisposte inoltre alcune proiezioni per la presentazione dei nove progetti che Christo e Jeanne-Claude hanno realizzato dal 1969 ad oggi.

Sono stati pubblicati un catalogo e la recentissima biografia degli artisti (Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea in collaborazione con Skira) edita per ora solo in Germania. La biografia “XTO + J-C”, scritta da Burt Chernow con epilogo di Wolfgang Volz, si propone come un importante documento per conoscere maggiormente i due artisti, nell’intreccio fra vita e opere non solo sul piano estetico ma nella vita giorno per giorno.

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