1996 Karel Appel. Variazioni sul tema

Pubblicato in Storico mostre

Karel Appel. Variazioni sul tema
a cura della Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea

 
2 giugno – 31 luglio 1996

Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano (BS)

Catalogo Skira editore – Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea

 
Karel Appel, artista olandese assai noto, specie negli anni Cinquanta e Sessanta, fu tra i fondatori dell’espressionismo violento del Gruppo Cobra, acronimo di Copenaghen – Bruxelles – Amsterdam, le città degli artisti aderenti al gruppo: oltre ad Appel figurano Alechinsky, Heeut, Corneille, Jorn, Constant, Altan, Pedersen, Jorgensen e altri ancora, una pleiade di artisti d’avanguardia che, partendo dall’astratto, rivoluzionò il linguaggio della pittura.

Gli artisti di Cobra propugnavano infatti un’arte espressionista libera e selvaggia: colori squillanti come il rosso, il giallo, l’azzurro stesi sulla tela con l’aiuto delle dita, un segno che si attorcigliava come una matassa di serpentelli colorati.

Appel è inizialmente fedele allo stile del suo gruppo, anche se la pennellata impetuosa e il gesto istintivo appaiono in lui più meditati, l’olio usato sempre in modo corporeo ma in una composizione più studiata.
La mostra, allestita ancora una volta presso l’Abbazia di Rodengo Saiano nel luglio del 1996, in collaborazione con la Fondazione Karel Appel di Vaduz, comprendeva 23 dipinti, alcuni dei quali di grandi dimensioni, oltre a tre sculture, opere tutte appartenenti al periodo 1989/1995. I “temi” di Appel sono i nodi tematici della tradizione classica, il paesaggio e il corpo, ma nelle sue opere l’orizzonte toscano, ispirato dai soggiorni estivi qui trascorsi dall’artista, o gli amanti della serie degli “Abbracci” sono solo vagli soggetti di partenza perché le sue opere nascono piuttosto dalla materia densa e tormentata del colore e da essa a loro volta scaturiscono la luce, l’energia e la fatica di contrastare il caos tipicamente di Appel.

Altro influsso determinante sulla produzione dell’artista è la musica jazz delle grandi orchestre di fine anni Cinquanta, quelle per esempio di Count Basie e di Duke Ellington. Questi musicisti usavano gli strumenti della musica colta occidentale per cavarne dei suoni, dei ritmi, delle forme assolutamente originali ed allora sconosciute. Perciò anche i materiali della tradizione e le tecniche dell’accademia potevano essere usati per suonare sulla tela tutta un’altra musica.

Ed ecco perciò Appel diventare un “jazzista” della pittura e reinventare il contrappunto spremendo direttamente sulla tela il colore dai tubi e lavorando di graffi e di percussioni con spatola e dita.
Sono queste le note che danno vita ad alcuni personaggi in mostra, quali Ballerino Riluttante (1991) e Figura nuda in giallo (1989).

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