Storia del palazzo

Pubblicato in Palazzo Panella

Sede della Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea

L’immobile Palazzo Panella, sede permanente della Fondazione Ambrosetti, è inserito nel centro storico di Palazzolo sull’Oglio (BS), nel rione denominato Riva, sulla sponda orientale del fiume Oglio, in località Castello, porzione di antica formazione medievale.
Allo stato attuale l’edificio è il risultato di una serie di trasformazioni che si sono susseguite nel tempo, come è evidente dal confronto dei catasti storici; si tratta di trasformazioni di valenza urbana poiché hanno interessato tutto l’isolato con opere di demolizione e di ricostruzione con conseguenti stratificazioni anche sul fabbricato.
Nel catasto napoleonico l’edificio appare ridotto rispetto all’attuale e con un corpo, probabilmente di servizio, in corrispondenza dell’ingresso al cortile.
Successivamente (catasto Lombardo Veneto) si riscontra un accorpamento delle porzioni limitrofe ed una trasformazione tipologica in edificio a corte.
Probabilmente risale agli stessi anni la costruzione del fronte porticato, che diviene l’elemento distributivo principale, con il chiaro intento di unificare e dare regolarità alle varie parti.
Queste fasi sono ancora leggibili nelle irregolarità del fronte su strada, dei muri e della pianta.
Alla fine dell’800 l’edificio, ormai Palazzo, raggiunge lo stato di maggiore compiutezza e definizione formale: ma tale stato, al pari dei precedenti, nel corso del tempo è andato progressivamente perdendosi, anche a causa delle trasformazioni più recenti.
Dal 2000 al 2001, l’intervento di restauro è stato eseguito con la scelta di conservazione attiva degli aspetti caratteristici del palazzo, raccogliendo il più possibile l’aspetto storico ed artistico, prestando molta attenzione al solo restauro degli elementi emersi e alla loro valorizzazione, mantenendo l’impianto originario della costruzione, nella logica funzionale alla destinazione prevista ad usi culturali da parte della Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea.
La tipologia dell’edificio è a pianta rettangolare, con annesso portico al piano terra sul quale si proietta un cortile/giardino.
L’ingresso principale, sottolineato da un portale in pietra locale fugata e da lunetta in ferro battuto, è posto centralmente rispetto all’immobile.
All’interno si è accolti a sinistra da locali voltati, adibiti ad uso ufficio, e dall’altro lato da un salone con soffitto a stucchi e dorature, utilizzato come biblioteca, che conduce alla caffetteria ed alla libreria/bookshop. L’eleganza del piano terra è ripresa nell’arredamento, interamente curato e realizzato da Giuseppe Rivadossi, che contribuisce a ricreare una suggestiva atmosfera da palazzo degno di rilievo storico.
Il portico, chiuso con vetrate, è formato da tre grandi volte a vela decorate e viene utilizzato come spazio espositivo/video proiezione e sala conferenze. Una scala in pietra funge da collegamento verticale fra il primo e il secondo piano.
Il primo piano è costituito da una serie di stanze disposte in successione e da una galleria; le stanze hanno soffitti decorati ed una pregevole pavimentazione a disegno in legni di rovere, noce, castagno e filetti di legno esotici. Le sale e la galleria sono gli spazi espostivi della Fondazione.
Il secondo piano è dotato di servizi e vani tecnici e, con destinazione a laboratorio o spazi per la ricerca e la sperimentazione, copre come superficie in un unico spazio, la proiezione del palazzo con interposta una pilastratura centrale; il soffitto è in randa e segue la pendenza del tetto.
Lo spazio di pertinenza esterno è caratterizzato da un cortile pavimentato in ciotoli e giardinato, delimitato da un muro di cinta con applicazioni in pietra di Sarnico e chiuso da una cancellata in ferro.
La sede della Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea gode di uno sviluppo di servizi funzionali agli interessi culturali della Fondazione stessa, centro di creazione e di diffusione dell’arte.

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