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Con-tatto

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Con-tatto

Ipotesi tattili e relazionali nell’esperienza estetica contemporanea

A cura di Paolo Campiglio

Un’ereditĂ  delle prime avanguardie  del XX secolo - dal papier collè di Picasso, alla scultura futurista di Boccioni, al ready made di Duchamp, agli oggetti surrealisti  o Dada - è lo spostamento dell’attenzione dal “visibile”, dal semplice iconico, al “tattile”. Il tentativo di sottrarre alla vista il ruolo primario di certificazione e identificazione della realtĂ , tipico della nozione mentale, affidandolo a una consapevolezza primaria, attraverso la tangibilitĂ  fisica, rientra in una piĂą generale sfiducia nelle possibilitĂ  cognitive affidate alla purovisibilitĂ , parte integrante di un processo reattivo nei confronti di una certa cultura positivista che esprimeva nella vista la fiducia in un senso principalmente analitico. La tangibilitĂ  dell’opera d’arte della provocazione futurista, attraverso l’esperienza del  “tattilismo” (1921), con esplicite finalitĂ  pedagogiche, lo scambio sensoriale surrealista tra vedere e toccare, ipotesi intenzionalmente sperimentale, si tramutano nelle poetiche d’avanguardia del secondo dopoguerra nella possibilitĂ  dell’impronta e della traccia, attestazione di una condizione immanente, dell’hic et nunc: l’artista produce manipolando direttamente le materie, attesta la sua esistenza nella tangibilitĂ  e lascia che l’opera esprima anche valori tattili per recuperare un principio di realtĂ  andato in frantumi.

E’ con la fine degli anni cinquanta e il decennio successivo che si affaccia tuttavia un principio differente connesso alla possibilitĂ  partecipativa dell’opera d’arte: lo spettatore non solo diviene partecipe del processo in cui l’opera d’arte si fa, ma contribuisce al compimento dell’opera, quando non diviene  egli stesso opera, come nelle performance di Piero Manzoni. Con le ricerche performative di ambito Fluxus  il senso del tatto diviene necessitĂ  di  “contatto”, cioè di condivisione  collettiva dell’esperienza estetica. Contatto e condivisione degli ideali etici ed estetici danno vita a una comunitĂ  in cui l’evento  matura e ha come fine la consapevolezza e la presa di coscienza di problematiche socio-politiche. Da questi principi derivano le attuali pratiche di estetica relazionale che si sviluppano negli anni novanta e che prevedono un ulteriore mutamento di prospettiva: l’orizzontalitĂ  delle relazioni e dei rapporti sovente richiesti dalle pratiche concettuali intendono dar vita a ipotesi alternative alle forme verticistiche e autoritarie di un sistema su cui l’individuo non ha nessuna possibilitĂ  di controllo. Il senso stesso dell’opera degli artisti relazionali è prodotto da un’interazione , un contatto tra artista e fruitore ed ha bisogno di una comunitĂ  per esprimersi.

Oggi l’esperienza della realtĂ  mediante il senso del tatto è resa possibile da  innovativi progetti  espositivi di “dialogo nel buio” e assume le piĂą differenti sfaccettature anche dal punto di vista sociologico: immerge, ad esempio, il vedente nella condizione esistenziale del non vedente e lo rende partecipe dell’esperienza cognitiva e della condizione sociale della diversitĂ  in un mondo concepito in funzione del senso della vista.

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