a cura di Loredana Parmesani
Il decennio che si sta per prendere in considerazione è di difficile lettura in quanto, oltre ad essere contemporaneo e quindi non ancora sorretto dalla distanza storica, presenta anche dei motivi di fragilità proprio per la caduta dei sistemi di valutazione del passato. Ciò che caratterizza gli anni Novanta è senza dubbio la ricerca di un nuovo io, di un’inedita identità. Il decennio che ha concluso il secolo e il millennio si è caratterizzato soprattutto per un brulicare di soggettività difficilmente riconducibili a una teoria certa, a concetti e a forme che sono state il fondamento della ricerca artistica del Novecento. Le soggettività artistiche che circolano all’interno del sistema dell’arte rimandano per lo più ai diritti di fatto dei singoli cittadini, che hanno la possibilità legale di vivere creativamente, dando vita ad una situazione di “arte per tutti”, di un’arte cui ognuno può accedere, sia come artista che come fruitore, grazie alla potenza dei sistemi informatici e di comunicazione. La realtà tutta, e la realtà artistica nello specifico, sempre più mobile e provvisoria, sembra aperta a qualsiasi tipo di utilizzo e interpretazione. I giovani artisti si trovano ad agire in essa privi di appigli teorici e di certezze formali.
La finalità degli incontri che



