2004-2005 Il mondo esterno
2004-2005 Il mondo esterno

A cura di Loredana Parmesani

 

A quale realtà, a quale mondo, l’arte oggi si rivolge?

L’arte ha da sempre incluso il mondo esterno nella propria ricerca, da sempre lo ha indagato e rappresentato, ma questo mondo sembra diventato oggi non più rappresentabile, ma solo documentabile.

L’arte, nella maggior parte dei casi, sembra limitarsi ad assumere il reale come fatto, a registralo e mostrarlo nella sua cruda oggettività, un’oggettività che però sembra sfuggire in quanto a concretezza e confluire invece nella immaterialità della finzione.

In alcuni casi lo sguardo dell’arte si rivolge ai fatti quotidiani, soggettivi o collettivi, che ci coinvolgono, in altri alla finzione che implica non solo il nostro agire ma anche la presupposizione della nostra identità, in altri ancora l’arte cerca un confronto fra mondo interno, intimo, privato e tutto ciò che ad esso è esterno.

Ci troviamo di fronte ad una produzione di immagini molteplici, possibili percorsi interpretativi, innumerevoli proposte formali la cui peculiarità è quella di riuscire ancora a ricercare una dimensione dove collocare ciò che è esterno.

La Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea ha invitato in questo nuovo ciclo di conferenze artisti da  vari ambiti quali la pittura, il video, il teatro, la fotografia, testimoni di una ricerca che ha ben presente il “mondo esterno” al quale cerca di dare una risposta.

Gian Marco Montesano (artista) La vocazione artistica ed intellettuale di Gian Marco Montesano lo porta negli anni Settanta fino a Bologna e poi a Parigi, ma la sua iniziazione alla pittura è avvenuta molto tempo prima, quando ancora era allievo del seminario salesiano di Valdocco. Per questo motivo le sue prime opere, all’inizio degli anni Settanta, sono riproduzioni di Madonne e di immagini sacre, tipiche icone distribuite ai fedeli nei santuari e durante gli esercizi spirituali. Montesano le ingrandisce e le rivisita in chiave post-moderna, rifacendosi alla tradizione della pittura popolare, rivestendole anche di significati concettuali e teorici. Dalla fine…
Olivo Barbieri (artista)   Poi incolli le porticine alle pareti. Incolli le pareti alle fondamenta. Armato di pinzetta, assembli i pezzi minuscoli che compongono i vari camini, e mentre aspetti che la colla si asciughi costruisci il tetto. Monti le grondaie. Ogni dettaglio nel posto giusto. Sistemi gli abbaini. Attacchi le persiane. Monti la veranda. Semini l'erba. Pianti gli alberi.Chuck Palahniuk, Ninna Nanna   Dal 2003 Olivo Barbieri sorvola le città dell’Europa, dell’Asia, del Nord America, ad un altezza compresa tra i 300 e i 500 piedi. Grazie all’elicottero Barbieri ritrova nell’aria quella libertà di scelta del punto di vista…
Giuseppe Baresi (filmaker) Giuseppe Baresi, studioso di arti visive, è operatore e direttore della fotografia per produzioni in video e soprattutto in pellicola; fonda nel 1989 a Milano, con Matilde Ippolito, la società di produzione “Stilo”, alternando così l’attività di direttore della fotografia con quella di filmaker, producendo documentari ai confini con la videoarte apprezzati e premiati in festival e manifestazioni internazionali. Le sue linee di ricerca personali esplorano le possibilità espressive del diario di viaggio, ma soprattutto le contaminazioni fra generi e linguaggi: infatti collabora con registi dell’area sperimentale italiana e con autori del campo teatrale come Giuseppe Cederna…
Roberto Pinto (critico)   L’intervento della serata è incentrato sulla memoria individuale e collettiva e sulle diverse modalità della loro rappresentazione. L’analisi partirà dal concetto di public art e  di monumento, cercando di vedere, attraverso la recente evoluzione di questa tipologia artistica e del suo territorio di applicazione, come sia anche cambiato il rapporto tra opera, artista, committente e fruitore. A questo proposito si farà una veloce disamina  di alcuni monumenti internazionalmente noti come il Vietnam Memorial a Washington, oppure il monumento alle vittime del fascismo ad Amburgo, per allargare il dibattito ad esempi di conservazione della memoria attraverso singole…
Antonio Tarantino (drammaturgo) con Sandra de Falco (attrice) Il lavoro che presenta il drammaturgo Antonio Tarantino martedì 22 marzo, dal titolo La casa di Ramallah, Miryam, presso il Teatro sociale di Palazzolo sull’Oglio, è la storia di un padre e di una madre che accompagnano la figlia a farsi esplodere. Se la tentazione è subito quella di precisare che l’ambientazione è il Medio Oriente, il treno interregionale su cui i tre viaggiano accorcia lo spazio e azzera le attenuanti della distanza geografica e culturale: il mondo arabo muore per mano e con dolore occidentali. Nel vagone del treno un milione…
Margherita Morgantin (artista) Unica artista italiana selezionata per la programmazione video dell’ultima edizione di Art Film Basel, ma già presente in collezioni straniere grazie alle collettive realizzate a Parigi e a Londra, Margherita Morgantin è una delle più interessanti rappresentanti del panorama artistico italiano di questi ultimi anni. La sua ricerca espressiva si snoda tra fotografia, installazioni e disegni, il tutto amalgamato dal video. L’artista veneta costruisce le sue storie con semplici sequenze di fotografie, cui spesso aggiunge tratti disegnati, montate in dissolvenza e videoproiettate. La narrazione prende perciò vita dalla successione dei fotogrammi che, accostati l’uno di seguito all’altro,…
Norma Jeane (artista) Districarsi nell’universo creativo unico e originale di Norma Jeane è un’impresa di non facile realizzazione. Innanzitutto esiste una questione legata alla sua identità, dato che Norma Jeane è il nome originario di Merilyn Monroe, morta proprio il giorno in cui l’artista nasce a Los Angeles, e cioè il 5 agosto 1962. La scelta della data è particolarmente significativa perché solo attraverso la scomparsa del mito può riaffiorare il lato privato che la maschera della celebrità aveva a lungo rimosso, quello cioè di una persona scissa, a disagio con se stessa e il mondo. Appropriandosi dei dati…