2006-2007 L'immateriale: storia di un'utopia nell'arte contemporanea
2006-2007 L'immateriale: storia di un'utopia nell'arte contemporanea

a cura di Paolo Campiglio

Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, Palazzo Panella, Palazzolo sull'Oglio (BS)

Il programma dei prossimi anni, a cura di Paolo Campiglio, ricercatore all'Università degli studi di Pavia e consulente scientifico della Fondazione Ambrosetti, è ispirato alla metafora dei quattro elementi naturali: aria, terra, acqua, fuoco. Il riferimento all'alchimia, tradizionalmente vicina alla sensibilità degli artisti fino a confondersi, in taluni casi,  con la stessa pratica estetica, non esclude il concetto di commistione degli elementi, di  combinazione, recando inoltre un'allusione implicita  alla magia che  avvicina ai segreti della creazione artistica. Si tratta, ovviamente, di un motivo di ispirazione che intende servire da spunto per sondare le differenti  problematiche, indagare le linee di continuità o discontinuità nella pratica artistica, affrontare le tematiche  da un punto di vista  prevalentemente  storico - artistico, ma disponibile all'integrazione con altre discipline  come la musica, il teatro e il cinema.

Il ciclo di incontri del 2006-2007 è dedicato all'aria, tema che ispira anche Calma apparente, mostra di giovani artisti prevista per il dicembre 2006. Il concetto di aria è inteso in senso lato come atmosfera e come vuoto in alcune pratiche estetiche del novecento, quali pittura, scultura, architettura, musica. Tradizionalmente associato al concetto di aria è quello della luce e della spiritualità, o del silenzio e del vuoto, temi ricorrenti nell'arte fino ai nostri giorni.

Il ciclo di appuntamenti, come di consueto, avrà cadenza mensile, a partire da ottobre 2006, e  sarà tenuto da studiosi e docenti di storia dell'arte contemporanea i quali, lungi dall' esaurire l'argomento, già molto vasto e ricco di spunti, intenderanno offrire momenti di riflessione e di ricerca su problemi ancora  attuali.

Silvia Bignami (Università degli studi di Milano) Silvia Bignami  tratterà  della diffusione "popolare" del mito dell'aria negli anni Trenta. Il discorso  prenderà in considerazione l'aspetto politico, ovvero la celebrazione delle fortune dell'aviazione, che ebbe un momento di massima espressione nella Mostra dell'Aeronautica organizzata alla Triennale di Milano nel 1934, oltre all'aspetto più propriamente artistico, attraverso le opere di maestri noti come Arturo Martini, i giovani Lucio Fontana e Bruno Munari, Regina Cassolo, Ernesto Thayaht, il gruppo dei futuristi che aveva dato vita e alimentato il mito della macchina e dell'aeroplano e, attraverso l'Aerofuturismo, si accingeva a diffondere una nuova…
Flavio Fergonzi (Università degli studi di Udine) L'intervento di Flavio Fergonzi sarà incentrato su un esercizio di lettura di tre opere futuriste nell'arco degli anni tra il 1910 e il 1914: Lutto (1910), di Umberto Boccioni con i disegni preparatori; Solidità della nebbia (1912) di Luigi Russolo e le relazioni tra quest’opera e le precedenti; Mercurio transita davanti al sole (1914) di Giacomo Balla. Nelle tre opere verranno indagati i rapporti tra l'avanguardia pittorica futurista e, rispettivamente, le teorie occultiste, la pratica della sinestesia percettiva e le conoscenze astronomiche. Biografia Flavio Fergonzi è nato a Pavia nel 1963. Ha studiato alla Scuola…
Luciano Caramel (Università Cattolica di Milano e Brescia) L'intervento di Luciano Caramel, noto studioso di Medardo Rosso e autore del catalogo generale delle opere dell'artista (Electa), prende le mosse dalla maturazione  dello scultore nella Milano nella prima metà degli anni ottanta dell'Ottocento. E' in questa fase, infatti, che l’artista prende coscienza di una progressiva interrogazione sul senso di fare scultura, sul riscatto della operazione plastica, in rapporto a un contesto, quello dell'Italia di fine Ottocento che si adagiava su tradizionalismi e conformismi garantiti spesso  da una pigra committenza pubblica o dalla pratica diffusa del monumento funerario. Pur innestandosi in una…
Giorgio Zanchetti (Università degli Studi di Milano) All’inizio degli anni Cinquanta — riprendendo alcuni spunti già proposti dal dadaismo e dall’astrazione costruttiva dei primi decenni del Novecento — molti artisti, in Europa e negli Stati Uniti, sviluppano un’astrazione radicale che sfocia nell’azzeramento della pittura attraverso il monocromo e il vuoto.  Attraverso queste ricerche il superamento “materiale” e “concettuale” delle arti tradizionali torna vigorosamente al centro della pratica artistica, attraverso una serie di manifestazioni parallele che dilagano dagli Stati Uniti all’Europa. Dal 1950 Mark Rothko aveva già individuato in forma definitiva quello che il critico americano Harold Rosenberg definisce «il suo…
Francesco Tedeschi (Università Cattolica di Milano e Brescia) Il tema della Quarta Dimensione ha una doppia valenza nella cultura artistica del Novecento, riguardando tanto il significato spirituale di un distacco dalla materia, evidente nella cultura che dà origine alle tendenze astratte dei primi decenni del Novecento, quanto la ripresa di motivi ispirati alle conoscenze della moderna fisica, riecheggiate nell’opera e nelle intenzioni di artisti delle avanguardie, a partire dal cubismo e dal futurismo. Il percorso proposto muove dal ritorno storico-critico di un’attenzione per i possibili legami fra le intuizioni di Picasso e le scoperte di Einstein, attraverso le osservazioni critiche…
Luca Molinari (Facoltà di Architettura, Napoli) Si è sempre portati a pensare l’architettura come ad una esperienza di pieni, di materiali e di elementi molto concreti. In realtà la maggior parte della nostra relazione con lo spazio passa per una complessa relazione con il vuoto, aria che ci circonda e che lega noi al luogo circostante; questo dimostra quanto sofisticata e densa sia la nostra relazione, soprattutto involontaria, con l’architettura; relazione che diventa esperienza sensoriale completa. In realtà fin dall’antichità il vuoto è stato considerato un elemento fondamentale nella costruzione dello spazio: quella terza dimensione che trasforma ogni disegno di…
Flaminio Gualdoni (Accademia di Belle Arti di Brera, Milano) Nel corso degli ultimi anni Settanta, sotto la spinta della rilettura di fenomeni cruciali del dopoguerra come color field, hard edge, monocromia da un lato e di figure liminali come Agnes Martin, Mario Nigro, Robert Ryman dall’altro, l’indagine critica privilegia il momento riflessivo, cioè di analisi sistematica delle emozioni e della pratica della pittura, rispetto a quello espressivo e di un più affondato radicamento nella tradizione disciplinare e formale. In tal senso agiscono fattori quali il rapido e generale accoglimento delle esperienze minimal e concettuali in termini più ampi delle loro…
Paolo Bolpagni (Università Cattolica, Milano) Il lontano retaggio wagneriano dell’“unità delle arti” e della tensione verso un uto­pi­sti­co Gesamtkunstwerk, passato at­tra­verso le suggestioni simboliste e la stagione delle avanguardie storiche (si pensi al primo Kandinskij astratto, alla sua aspirazione a raggiungere in pittura l’immaterialità e non-re­fe­ren­zialità del­la musica), riemerge insospettabilmente ne­gli anni sessanta e settanta del Novecento, quando esplode il fenomeno della intermedialità e, sotto l’insegna delle e­spe­rienze dadaisteggianti di happening e performance, si afferma un’ulteriore accezione di “opera totale”. Non è cer­to un caso che Fluxus, il movimento artistico che più, forse, contribuì alla diffusione e fortuna di tali…
Paolo Campiglio (Università degli studi, Pavia)- Valentina Ciuffi   Il termine virtuale viene oggi facilmente associato all’impiego di nuove e sofisticate tecnologie per la costruzione di realtà immateriali (o cosidette), realtà fatte di immagini sintetiche a partire da calcoli algoritmici e modelli di simulazione. I mondi, virtuali appunto, così confezionati, invitano a un’adesione percettiva ‘abbagliata’ e in molti sensi passiva. Se però cerchiamo tra i suoi significati (anche ripercorrendo le varie elaborazioni filosofiche di questo concetto), ciò che è ‘virtuale’ viene descritto come qualcosa che non è ancora possibile vedere, qualcosa che non è spiegabile e rappresentabile nei termini di…