2007-2008 Terra: origine, materia, geografie nell’arte contemporanea
2007-2008 Terra: origine, materia, geografie nell’arte contemporanea

A cura di Paolo Campiglio

Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, Palazzo Panella, Palazzolo Sull’Oglio (Bs)

Paolo Campiglio, ricercatore all'UniversitĂ  degli Studi di Pavia e consulente scientifico della Fondazione, ispira il suo programma quadriennale alla metafora dei quattro elementi naturali: aria, terra, acqua, fuoco.

Si tratta ovviamente di un motivo di ispirazione che intende servire da spunto per indagare le linee di continuitĂ  o di discontinuitĂ  nella pratica artistica e per affrontare le tematiche da un punto di vista prevalentemente storico-artistico.

Conclusasi la prima serie di incontri dedicati all’immaterialitĂ  che ha visto confrontarsi le differenti ipotesi e interpretazioni da Medardo Rosso a Boccioni, da Lucio Fontana, Piero Manzoni e Yves Klein  fino alle ultime tendenze rappresentate dall'opera di Olafur Eliasson, ospitando, tra i relatori, studiosi e storici come Luciano Caramel, Flavio Fergonzi, Flaminio Gualdoni, Luca Molinari, il nuovo ciclo del 2007/2008 è dedicato alla terra, musa ispiratrice di differenti e talvolta opposte ricerche nel campo dell’estetica contemporanea, intesa nelle piĂš varie accezioni: dall’idea di paesaggio rurale e di rusticitĂ  connessa ai cicli del mondo agricolo (la terra madre) , alle mitologie terrene del mondo africano, dalla terra intesa come materia povera, nella terracotta  e nella ceramica d’artista, al concetto stesso di materialitĂ , gravitĂ   e oggettualitĂ , fino alle incursioni piĂš chiaramente “geografiche” dell’arte concettuale e della land–art, o alle proposte “ecologiche” dell’arte del XXI secolo.

Silvia Bignami (UniversitĂ  degli studi di Milano) L’intervento di Silvia Bignami ripercorre il viaggio di Gauguin che il I aprile 1891 salpava da Marsiglia a bordo dell’Oceanien alla volta di Papeete, capoluogo di Tahiti, terra d’oltremare per eccellenza. Gauguin era partito sotto l’urgenza di una disperante situazione economica, per rompere il suo isolamento d’artista (dopo la deludente mostra al Caffè Volpini nel 1889) e per trovare un repertorio inedito, sulla cui savagerie far leva per legittimare la propria identitĂ  e le proprie sperimentazioni formali, giĂ  da tempo avviate in un sondaggio di fonti figurative estranee al percorso della tradizione artistica…
Paolo Campiglio (UniversitĂ  degli Studi di Pavia) La rivalutazione della terracotta come materia privilegiata della scultura nei primi anni Trenta offre la possibilitĂ  di sondare, attraverso le opere di grandi maestri come Arturo Martini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Marino Marini, Leoncillo Leonardi, una linea tutta italiana di inedito interesse per una materia povera, grezza, di forte impatto espressivo e di grande immediatezza: una linea che unisce le ricerche degli anni Trenta a quelle informali degli anni Cinquanta secondo un percorso ideale che muove dalla rinata passione per la plastica etrusca, sermo cotidianus della scultura allora riscoperto, fino alla suggestione tellurica della…
Enrico Crispolti (direttore della Scuola di specializzazione in Archeologia e Storia dell’arte, UniversitĂ  degli Studi di Siena) L’Informale, pur nella varietĂ  delle sue proposizioni, si caratterizza non tanto per la ricerca di una particolare elaborazione concettuale di forme, ma per un ritorno all’origine stessa dell’atto formativo-comunicativo vincolato profondamente al livello dell’esistenza, riconoscendosi nell’esaltazione della circostanziata esperienza del vissuto hic et nunc. Le diverse polaritĂ  che caratterizzano la fenomenologia linguistica dell’Informale, possono essere ricondotte sotto l’unico denominatore comune di un’intima pertinenza al mondo dell’esperienza in una prospettiva immanentistica. Dunque rapporto diretto tra condizione esistenziale, condizione espressiva e comunicazione; pertinenza della materia,…
Anna Mazzanti (UniversitĂ  degli Studi di Siena) La definizione “materialitĂ  dell’oggetto” pone in risalto due elementi: l’oggetto e la materia. L’oggetto, negli anni Sessanta in particolare, rimanda ad un repertorio di azione, sottrazione iconografica e ‘oggettuale’, costituito dalla societĂ  stessa, secondo un atteggiamento generalmente piĂš o meno critico e conflittuale, comunque dialettico con un interlocutore che è il proprio tempo e la propria territorialitĂ , aderenza quindi alla ‘terra’ come mondo moderno. Il secondo elemento è la “materialità” dell’oggetto: dagli aspetti di tecnica e materiali effettivi di costruzione dell’opera d’arte, o piuttosto dall’immagine degli oggetti che si fa opera,…
Francesco Tedeschi (UniversitĂ  Cattolica di Milano e Brescia) L’intervento verterĂ  sui rapporti fra arte e geografia, alla luce di relazioni immediatamente evidenziate dai tanti artisti che hanno fatto delle carte geografiche un soggetto iconografico del loro lavoro, ma estendendo l’attenzione verso altre forme di rappresentazione e interpretazione della realtĂ  territoriale e delle sue trasformazioni, per effetto dell’intervento dell’uomo o delle possibilitĂ  interpretative che ogni descrizione geografica contiene. Secondo quanto la stessa geografia contemporanea dimostra, l’assunto di oggettivitĂ  solitamente attribuito alla geografia, intesa come scienza descrittiva, è messo in discussione dalle forme di indagine territoriale integrate con altri percorsi disciplinari, fino…
Luigi di Corato (storico dell’arte e direttore del museo del Duomo di Monza) L’incontro si pone l’obiettivo di mostrare come dal Futurismo in poi il rapporto tra artefatto ed ecofatto, tra artista e natura, sia irrimediabilmente mutato rispetto al passato, trasformandosi da mero pretesto per “fare arte” a nodo fortemente problematico. Dalla rappresentazione della natura, dalla sua raffigurazione, gli artisti sono passati, almeno nei contesti di ricerca, ad un sistematico e continuo tentativo di decostruzione e ricostruzione della natura stessa, in una sorta di continua ansia di conquista e di dominio su di essa che, in molti casi, si è…
Andrea Caretto e Raffaella Spagna (artisti) Andrea Caretto e Raffaella Spagna illustreranno, attraverso la proiezione di immagini e filmati, il loro percorso di ricerca artistica incentrato sul rapporto ancestrale essere umano – ambiente fisico, iniziato con il progetto ESCULENTA - azione di raccolta e consumo alimentare di materiali naturali. Con gli strumenti delle scienze naturali e dell’antropologia, essi analizzano i rapporti tra l’essere umano, gli organismi viventi e l’ambiente in cui vivono, sviluppando progetti che indagano tali relazioni e che evolvono nel lungo periodo, affrontando di volta in volta specifici temi di ricerca. I loro interventi - in sintonia con…